domenica 7 gennaio 2024

Sacro e profano

Da schema " Town Church" di LHN



Ed eccoci arrivati al 2024, e finalmente ho finito un nuovo ricamo, un presepe con la chiesetta iniziato il mese scorso. 
Eccolo qui, circondato dalle cioccolate superfondenti che avevo messo nella calza per il marito, lasciata dalla simpatica nonnina un pò streghina nella notte dell'Epifania. Ovviamente in questo caso, la Befana ero io: qualche chicco per tirarlo su di morale dato che è un pò acciaccato dai mali di stagione. 
Fotografare insieme Befane, cioccolate e presepe è un mix di sacro e profano, ma credo che la vecchina con i dolcetti piace un pò a tutti, e in un certo senso fa le veci dei Re Magi che portarono i doni al divino bambinello,  anche se lei porta dolcezza ai bimbi del mondo, e carbone agli adulti cattivi. E' una tradizione molto arcaica, ancestrale, alcuni dicono che risale al neolitico e a certe dee pagane dei tempi remoti. Mi piace tantissimo, poichè alla chiusura del vecchio anno e all'inizio del nuovo rappresenta una sorta di "rito" legato al passaggio verso i mesi futuri con doni di abbondanza e serenità. Il legame tra la vecchina e i Re Magi avviene nelle favole: difatti si racconta che i Magi incontrarono una vecchietta durante il loro viaggio seguendo la cometa. Chiesero alla vecchietta se voleva unirsi a loro per andare ad incontrare il bambinello, ma lei rifutò, per poi pentirsi quando i Magi erano ormai lontani. Allora ella riempì un sacco di doni, e andò di porta in porta lasciando un regalo per ogni bimbo, sperando di incontrare Gesù bambino. 

Filastrocca divertente sulla Befana di M. L. Giraldo "Accadde alla Befana":
Mentre andava la Befana nella casa di un bambino
S'impigliò con la sottana sopra il bordo di un camino
Per lo strappo il grosso sacco le sfuggì e cadde di sotto,
non restò nemmeno un pacco che non fosse tutto rotto.
"Che disastro, che disdetta", sotto il cielo cupo e bigio,
mormorava la vecchietta, "ci vorrebbe un bel prodigio".
Poi, facendo un gran sorriso, verso il cielo volse gli occhi,
ed il sacco, all'improvviso, fu ancor pieno di balocchi.
"Che un bambino attenda invano non sia mai, parola mia",
disse la Befana, piano, e riprese la sua via. 

Torniamo al ricamo: si tratta di un lavoro eseguito in base allo schema "Town Church" di Little House Needleworks. L'ho eseguito su una Aida 64 (16ct.) tonalità Pewter, ago 28 e fili DMC come indicato nello schema. 
E' un lavoro piuttosto piccolo, ma alla mancanza di tempo si è aggiunto lo smarrimento degli occhiali da vista per "guardare da vicino" (nei giorni di Natale li ho persi!!) il che ha allungato i tempi di esecuzione. Ho dovuto utilizzare solo la lente, quella da mettere appesa al collo e purtroppo, dopo un pò che la si ha addosso, pesa sulla cervicale e senza aiuto degli occhiali ho comunque una messa a fuoco difettosa. Devo ricomprarli, ma aspetto un pò per vedere se li ritrovo e se alla prossima visita l'oculista non mi cambia la gradazione, altrimenti farei una spesa inutile. 
Appena posso trasformerò il ricamo in un centrino: ci metterò una piccola passamaneria e il prossimo Natale lo farò in dono alla mia parente che mi aveva regalato questo schema e quello di un'altro presepe che farò a Dicembre.
Auguro un sereno 2024 a tutti. 

venerdì 6 ottobre 2023

Autunno, ricamo e un pensiero

da schema "The Bookshelf" di LHN

Finalmente ho avuto un pò di tempo per dedicarmi a questo schema iniziato da mesi, e con buon impegno sono riuscita a finirlo. Ci metto tantissimo a ricamare perchè non ci vedo più benissimo e cerco di fare il retro perfetto. Difatti io non so mai cosa vorrò farne, e perciò non posso pasticciare sul retro come invece potrei fare se volessi ricavarci un cuscino, una biscornu, un quadro ecc.... . Si consuma anche più filo facendo come me, perchè bisogna spesso staccare per ricominciare poco più in la, ma non posso fare diversamente. Lo trovo molto carino, anche se ho dovuto usare il filo metallico oro della DMC per fare le rifiniture del dorso dei libri e tali crocette non sono venute perfettissime. Si intrecciava, si sfaceva, si annodava .... che stress!! Ho provato pure a strofinare il filo sulla candela, come visto in un tutorial, ma niente da fare, ottenevo solo che la candela mi sporcava il lavoro. So di avere da qualche parte il prodotto apposta da usare col filo metallico per non farlo sfilacciare mentre si ricama, ma non sono riuscita a trovarlo. Mi sono un pò pentita di non averlo sostituito con un semplice giallo, ma quando ci ho pensato avevo già fatto tre libri e non avevo voglia di disfare. Ad ogni modo eccolo qua, finito, stirato, e immerso nei libri (quelli veri) scritti sul ricamo. Lo schema è della Little House Needleworks e si intitola "The Bookshelf". Ho usato fili della DMC su tela Aida 80 (20ct) color crema di Tessitura Artistica Chierese. E' una stoffa bellissima, molto fine ed elegante, anche se mi sono serviti non solo gli occhiali ma anche la lente di ingrandimento di gradazione elevata per vedere bene i piccoli quadrettini su cui fare le crocette. Ovviamente mi è servito anche un ago molto fino, talmente fino che la punta della cruna mi ha procurato una piccola vescica al dito medio destro. Ma non ha importanza, volevo finirlo a tutti i costi, me lo portavo avanti da mesi. 

Ed eccoci in pieno autunno: boschi vestiti di ambra e ruggine, nebbie mattutine, aria freddina e piogge che richiedono calze, stivaletti e maglioncino, odore di funghi e di vento che abbraccia le foglie cadenti, tazze di tea caldo preso davanti alle finestre che si affacciano su un cielo autunnale, copertine sulle lenzuola, sentieri nella foresta cosparsi di tappeti rossi e scricchiolanti, la tiepida luce autunnale che si insinua tra gli aberi che entrano in letargo ...... ....si certo: nei sogni!! Qui ancora siamo belli al caldo, e in certe ore si raggiungono i 30°. Dormo ancora con il lenzuolo e alcune finestre aperte, non ho osato ancora accendere il forno e giro vestita come tre mesi fa. E' vero che qua le "ottobrate" sono una tradizione, ma gli anni scorsi non giravo per casa con il prendisole. Conto che l'autunno, quello vero, quello che invita a mettere le mele con la cannella e il pane in forno, arriverà. Nel frattempo, lascio qui un collage di quello che è l'autunno per me, fatto con immagini prese dal web, e già solo mentre lo costruivo mi sentivo meglio. Ovviamente non manca la streghina con la sua zucca, per portare qui un pizzico di Halloween. Vuole essere un gesto beneaugurante di un bellissimo e vero autunno per tutti. Volevo utilizzare immagini scattate da me negli anni passati, ma sono tutte in quel mio hard disk che è deceduto mesi fa. 



A proposito di Halloween, in realtà ci avviciniamo alle feste di Ognissanti e dei Morti, ed io come ogni anno voglio lasciare un pensiero sia alla mia nonna materna che e soprattutto alla mia mamma. E' a lei che sempre voglio dedicare questa bellissima e toccante canzone di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, il solo che può cantarla. E' proprio così che ci si sente, come bambini abbandonati, lasciati soli all'uscita da scuola, con i propri pesi e con le difficoltà della vita che ormai non possono più essere condivisi con lei che invece, come i fiori, dava tutto quello che aveva e che poteva senza chiedere niente. E' un senso di vuoto con cui si convive, che nel tempo smette di fare male, ma che non si riempie mai. A me oggi piace ricordare la mia mamma in un giorno d'autunno, all'inizio delle scuole (che quando ero piccola io avveniva in Ottbore), con il cortile della scuola pieno di foglie secche, mentre io con il mio grembiulino bianco e il fioccone blu esco con gli altri bambini e il maestro (una persona meravigliosa), e lei era già lì che mi aspettava, per assicurarsi che non mi sentissi persa, che non cercassi di avviarmi verso casa da sola. Lei era sempre lì, è sempre stata lì, e non solo fuori della scuola. Ora non può aiutarmi a portare i miei sassi, non può proteggermi dagli schiaffi della vita, eppure so che lei e mia nonna non mi lasceranno mai sola. Ma ecco la canzone: Le tasche piene di sassi, di Jovanotti
Volano le libellule sopra gli stagni e le pozzanghere in città / Sembra che se ne freghino della ricchezza che ora viene e dopo va / Prendimi non mi concedere nessuna replica alle tue fatalità / Eccomi son tutto un fremito ehi. - - - Passano alcune musiche ma quando passano la terra tremerà / Sembrano esplosioni inutili ma in certi cuori qualche cosa resterà / Non si sa come si creano costellazioni di galassie e di energia / Giocano a dadi gli uomini, resta sul tavolo un avanzo di magia. - - - Sono solo stasera senza di te, mi hai lasciato da solo davanti al cielo / E non so leggere vienimi a prendere, mi riconosci ho le tasche piene di sassi / Sono solo stasera senza di te, mi hai lasciato da solo davanti a scuola / Mi vien da piangere, arriva subito / Mi riconosci ho le scarpe piene di passi, la faccia piena di schiaffi, il cuore pieno di battiti e gli occhi pieni di te.  - - - Sbocciano i fiori sbocciano e danno tutto quel che hanno in libertà / Donano non si interessano di ricompense e tutto quello che verrà / Mormora la gente mormora falla tacere praticando l'allegria / Giocano a dadi gli uomini, resta sul tavolo un avanzo di magia. - - - Sono solo stasera senza di te, mi hai lasciato da solo davanti al cielo / E non so leggere vienimi a prendere, mi riconosci ho un mantello fatto di stracci / Sono solo stasera senza di te, mi hai lasciato da solo davanti a scuola / Mi vien da piangere, arriva subito / Mi riconosci ho le scarpe piene di passi, la faccia piena di schiaffi, il cuore pieno di battiti e gli occhi pieni di te.  - - - Sono solo stasera senza di te, mi hai lasciato da solo davanti al cielo / Vienimi a prendere, mi vien da piangere / Mi riconosci ho le scarpe piene di passi, la faccia piena di schiaffi, il cuore pieno di battiti e gli occhi pieni di te.  (Compositori: Franco Santarnecchi / Lorenzo Cherubini, Testo di Le tasche piene di sassi © Universal Music Publishing Group)