Sono passati molti anni da quando chiusi "La Tela di Niviane" e quindi sono anche molti anni che non tengo un blog di creatività. Smisi quando mia madre cominciò a stare male: come ho già detto, lei faceva gli orli a giorno alle tele dei miei ricami, e oltretutto ero addolorata e in ansia. In quel momento mi sembrò che niente avesse senso, e a questo si aggiunse che il mio corpo non sopportava più lo stare fermo in una posizione per molto tempo. Da un paio di mesi, dati i tempi, ho ripreso in mano dei lavori iniziati da un bel pò e che stanno procedendo lentamente. Mi sono detta che sarebbe bello tornare a condividerli, e che non importa se non pubblico un lavoro nuovo dietro l'altro. Farò quello che mi va e che posso nei tempi, anche lunghi, che mi servono: in fondo, la creatività deve prima di tutto fare bene a noi stessi, riempire il cuore e rilassare la mente, non è nè un obbligo nè un dovere nè un modo per dimostrare qualcosa a qualcuno. A me piace solo condividere.
Apro anche questa sezione, che si chiama "4 Chiacchiere" proprio per mettere non i lavori finiti ma quello che ho intenzione di fare e magari i work in progress, una gita, riflessioni e di tutto un pò.
Sto lavorando ad un ricamo, che rappresenta gli "Angeli dell'Avvento", di Cuore e Batticuore. Si tratta quindi di uno schema Natalizio, e oltretutto lo avevo iniziato già mesi prima di Natale: questo da l'idea della mia lentezza. E' quasi una meditazione :)).
Ho anche sistemato in modo efficiente la mia postazione di pittura. Così ho tutto sotto mano, e c'è anche abbastanza ordine, visto che devo dipingere in casa. Ho una microstanzetta tutta mia, ma non posso tenerla come fosse un garage.
In questa stanzetta, una sorta di "craft-room", c'è un classico mobile Ikea dove tengo tutte le scatole piene di fili, di gomitoli, di aghi, di uncinetti, di ferri da maglia, di forbici e di altri accessori utili ai miei passatempi artigianali. Oltre a queste cose, quel mobile contiene cavalletti, stracci per asciugare i pennelli, cuscini da meditazione, il tamburo sciamanico, scarpe da ballo, insomma, contiene qualsiasi cosa che mi sia servita nei vari corsi a cui nel tempo ho partecipato, e.... c'è una valigia, la mia valigia dei viaggi.
Chissà se quest'anno avrò modo di usarla.
Questo periodo che stiamo vivendo sembra tempo di vita persa. Credo che la creatività sia quello che può venirci in aiuto per dare almeno un senso costruttivo a queste giornate.
Ne approfitto per augurare di cuore a tutti delle serene feste di Pasqua. Auguri.
Per inaugurare queste "4 chiacchiere" inserirò anche dei brani che avevo scritto nel mio primo blog, EmainAblach Lady, con il quale mi sono divertita molto con la "scrittura creativa", e a quel tempo i blog erano molto più attivi di oggi (il mondo dei blog è morto sotto i colpi dei social, diciamocelo) per cui era bello condividere gli scritti con molte persone. Non sono scritti eccezionali, e forse rileggendoli sorrido un pò, con affetto, ma ho senpre cercato di tenerli. Scrivevo tutto come fosse una specie di favola, anche le ricette.
Metterò all'inizio un mix di immagini che rappresentano un paio di header del template (ogni tanto lo cambiavo), e due foto che adoravo: una vecchia finestra in legno chiusa che sembra della casa di una fata del bosco, e una barca da pesca al tramonto sul mare. A quel tempo fotografavo tantissimo, non so perché ma oggi dopo un pò mi stufo e non mi vengono foto belle come allora con la mia prima mirrorless digitale che faceva foto stupende. Oggi i cellulari cercano di migliorare la foto o di sfocarla ed io non lo sopporto perché invece io voglio fotografare quello che vedo così com'è e nitido, per cui fotografo molto meno. Alcune citazioni, tipo gli elementi un pò favolistici che inserivo in generale nel blog, sono legati al fatto che sono appassionata di antropologia, musica e folclore della cultura celtica, soprattutto nei suoi aspetti mitologici e in particolare la "Materia di Britannia" legata alle saghe di Re Artù e le sue donne magiche, tanto che mi sono spinta anche in viaggio fino alle terre nordiche in cerca dei luoghi e dei cerchi di pietre legati a tali tradizioni e miti. Ovviamente si tratta solo di alcuni scritti, quelli a cui ero più affezionata.
- Eccola, la stavo aspettando. Finalmente è giunta la neve ad illuminare il grigiore del cielo con la sua purezza bianca, poggiata sui prati e sugli alberi scarni come una calda coperta che impreziosisce il paesaggio con una candida trina, allunga le sue dita gelate e ci avvolge in un caldo abbraccio fatto di camini accesi, di luci colorate che brillano nelle notti gelide, di forni profumati di dolci, di magia e di attesa. Approfitto di questa atmosfera di quiete ovattata e mi ritiro per qualche giorno nella mia casetta appoggiata sotto la grande quercia, per cercare di comprendere nel silenzio il significato che potrebbero avere certi avvenimenti recenti, certe gioie ma anche certe delusioni, per coltivare i miei colori ascoltando gli insegnamenti sussurrati da quei freddi batuffoli di umide stelline, spargendo decorazioni di vischio e pungitopo ed accendendo candele rosse, confortata da una zuppa fumante. (del 29/11/2005; questo però è dal primissimo blog, durato un mese, "All'Ombra della Quercia", una sorta di prequel, subito prima di creare EmainAblach)
- Quando la strada per tornare indietro è chiusa non bisogna fermarsi troppo nello scoraggiamento e nella delusione. Solo se cercheremo senza resa il modo migliore per andare avanti vedremo alla fine accendersi le luci su un nuovo sentiero. E' il sentiero che porta ad Avalon. Non è solo un mito, ma è un luogo del cuore che non si trova nella ragione e nell'intelletto, ma nei sogni, nel Sè, nel sentire e nel vivere. Non temiamo quindi di sognare e di vivere, perchè i sogni, così come i simboli, sono segni del linguaggio divino, mentre la vita è la più grande maestra e l'incanto più bello. Ogni respiro è un'opera magica, e tutto ciò che esiste è sacro, perchè è frutto della creazione divina, e la divina fonte di tutto è sacra. (Brano fisso inserito nella struttura del blog EmainAblach).
- Avete visto come è sfavillante il nuovo sole oggi? Sembra voglia rassicurarci che illuminerà il mondo di speranza nei giorni futuri. Avete visto come luccica la neve? Sembra che le stelle siano scese sulla terra e si siano posate su di essa come fiori. Avete sentito il canto della quercia? La sua voce è quella delle gocce di ghiaccio che colano dai rami riscaldati dal sole. Avete visto come riflettono le acque calme del lago in cui si specchiano i meli gelati? E' un riflesso così forte da far lacrimare gli occhi. Avete sentito una voce amica? Anch'essa è capace di scaldare e illuminare una fredda giornata d'inverno. (del 22/12/2005)
- Nessuna voce nella neve. Mi sono seduta su una pietra circondata di trine di cristallo. Nel letargo della Natura mi sono avvolta nel caldo mantello cercando di mandare in letargo anche i pensieri. Ho lasciato che quella pace mi svuotasse, e ho spalancato le finestre dell'anima per farvi entrare l'aria frizzantina. Ho aperto le porte ai raggi del sole, per colmarmi del calore dei sentimenti migliori. (21/1/2006)
- Rinnovarsi è faticoso, lo so bene, perché inconsciamente portiamo il ricordo di quel pianto ancestrale con cui abbiamo fatto sentire la propria voce appena usciti dal ventre della madre, ma per rinascere bisogna far morire il passato. Non può brillare il sole su energie che non esistono più. Bisogna lasciare andare, altrimenti ogni giorno e ogni momento non potrà mai essere un rinnovamento o una nuova opportunità. (del 8/2/2006)
- Son giorni strani questi. Son giorni di pioggia nel sole e di sole che si affaccia nella pioggia, mentre il vento, sporcando i balconi, pulisce il cielo dalle nubi che corrono in quel vento offuscando l'azzurro del cielo. Son giorni strani questi. Son giorni in cui, nella stanchezza dell'adattamento al respiro più caldo della natura, il corpo pulsa energico nel desiderio di correre a piedi nudi sulla sabbia. Son giorni strani questi. son giorni di amici che capisco di non conoscere, di sconosciuti che scopro di conoscere, di conoscenti che vantano pretese che niente e nessuno gli riconoscerebbe. Son giorni strani questi. Son giorni di gatti che popolano sogni, di zuppe che bruciano nel tegame, di eclissi che confondono le maree sotto la Luna, di proposte improponibili, di corsi e inspiegabili ricorsi. Son giorni strani nelle Terre di Fuori, ma non c'è rischio di perdersi perché l'anima non si contraddice e non muta. (11/4/2006)
- La Dama più magica al mondo è una signora molto anziana. E' piccola e ormai leggermente incurvata dall'età. Cammina con passi lenti e corti, le sue mani fragili si muovono ormai debolmente e il loro tocco è leggero come l'aria. In mezzo a qualche piega dell'età nella pelle setosa e bianchissima spiccano due occhi di un azzurro che, pur non brillando come una volta, è sempre profondo come il mare. Eppure non lo diresti che riesce a tenere il suo antro lucido come uno specchio nuovo, sembra che nessuno ci abbia mai vissuto, ne dormito, ne cucinato. I vetri delle finestre sono limpidi e lindi, il grande terrazzo è sempre pulito come le stanze interne della casa, con il suo arcobaleno di bellissimi fiori colorati che trasudano salute. La cucina profuma di cose buone e di sapone di Marsiglia, le lenzuola nei letti sono sempre perfettamente tese e odorano di bucato appena fatto. Il pavimento opaco è reso miracolosamente lucido, i bagni sfavillano e profumano di saponi. Gli abiti sono sempre al loro posto, puliti e stirati a nuovo,.. eppure in quella casa quella fata ci vive! Lo vedi dal frigo pieno, dai tegamini sul fuoco che esalano un invitante odore di cucina mentre il cibo bolle senza sporcare, come se fosse stato magicamente istruito ed educato. Non si capisce come e quando avviene tutto questo, ne dove quella anziana signora trova la forza per farlo: quella Fata sembra così fragile ormai. Non si capisce come e quando abbia preparato quelle leccornie, ne quando abbia tirato a lucido le sue stanze, ne quando e come abbia rinfrescato tutti quei vestiti. Non c'è dubbio: è una Magia! Quella con la M maiuscola che viene dal cuore. Lo so, quella Fata è capace di fare grandi cose, e ha doti taumaturgiche notevoli, come quando mi apparve in piena notte, durante un sogno spossato da forte tosse, con una pozione curativa di latte e miele che mise fine alla mia tortura e finalmente mi fece sprofondare in un sonno profondo. Conosco molto bene quella Fata, e non ne conosco di più grandi: quella Fata è mia Madre 💓. E non perchè tirava a lucido la casa verrà ricordata, ma per la dolcezza, la cura e l'abilità con cui faceva tutto, per l'amore che metteva in ogni cosa, e perché aveva grandi doti e grandi capacità, tanto da sembrare magica. (del 20/4/2006)
- Un passo oltre il lago dietro la collina, nella vegetazione selvaggia di pini e arbusti spinosi che tra le dune precedono la spiaggia. Nessuna presenza di bagnanti che sporcano, calpestano, senza alcuna percezione della sacralità di ogni ambiente naturale. I piedi si immersi tra le onde si contraggono per il freddo rimasto come traccia del passaggio degli spiriti invernali ormai lontani. In quel brodo primordiale cerco piccoli ventagli di conchiglie e ammiro le piccole stelline di sabbia che brilla sotto il sole di cui la Madre Terra di ammanta. (del 6/5/2006)
- Che bella falce argentata lassù, in quel magico "blu di prussia", come un sorriso di luce, circondato da stelle festose che danzano con lei sul mare. Anche io le ho rivolto un sorriso, chissà se in esso c'è abbastamza luce per essere notato nella volta celeste. Non serve altro che un sorriso per partecipare alla danza della vita a cui tutti siamo invitati, solo un sorriso, per non pentirsi un giorno di aver perso quella festa inseguendo pensieri di rabbia. (del 28/8/2006)
- La mia cucina odora di autunno, mentre i cigolii degli sportelli della credenza mi ricordano dei suoi anni. Nel pavimento foglie di quercia spinte dal vento sfuggono alla mia cattura, e sul fuoco, nel calderone arroventato, si mischiano carote, sedano e cipolla per una pozione chiamata brodo. Apro una zucca che ha rubato il calore del sole, ne elimino i semi e i filamenti, e la cuocio dove sfrigola l'olio evo con gli altri ingredienti. Canto parole magiche mentre aggiungo un bel mestolo della pozione che bolle nel calderone ... carota sedano e cipolla ... canto ancora mentre verso quei cubetti arancioni e ki schiaccio ammorbidendoli insieme ai pensieri. Libero i funghi dal terriccio ruvido e opprimente come la tristezza, e li affetto in lamelle di sorrisi. Olio, prezzemolo e scalogno saltano in una padella insieme a quei sorrisi che sanno di bosco, prima di tuffarli nella pentola dove la purea di zucca già abbraccia il riso. Ancora altri mestoli di pozione nel calderone, ... carota sedano cipolla ... tutto si fonde e si trasforma in un canto di gioia, su cui far nevicare un trito di prezzemolo e parmigiano come preludio del bianco inverno. Nella mia cucina un cestino di mele adorna il tavolo su cui poggiano colorati piatti che ospiteranno quella fumante magia culinaria che attende vicino al fuoco il momento dell'apprezzamento da parte degli invitati alla cena. Un bicchiere di novello, rubino nettare d'uva, accompagnerà le caldarroste che si stanno aprendo svelando messaggi del cuore, arrostendo in un braciere esterno a fianco della scopa di salice e saggina che origlia dietro alla porta. (del 14/10/2006)
- Vorresti dirmi che non c'è profumo di resina d'abete qui? che non si sono i frammenti di cristallo sulle mura della mia casa? Che non esiste un bosco incantato con fate e gnomi dietro la porta fuori di qui? Eppure il confine tra l'incanto e le Terre di Fuori è sottile, sono interdipendenti, Effettivamente gli abitanti di quei luoghi che gli gnomi chiamano "croste di asfalto e cemento" stanno perdendo il senso della bellezza, della natura e dell'incanto, e i sogni, quando arrivano sulle Terre di Fuori, non riescono ad entrare e cadono come la pioggia nel mare. Così i sogni nascono e precipitano di continuo. L'unica cura è la voglia di essere allegri contenuta in un intramontabile animo di bambina. (del 6/12/2006)
- I petali oscillano nel vento, i semi si risvegliano silenziosamente dal loro sonno nascosti nella terra. Sentire la primavera nell'aria che profuma di pioggia, sentirla nel sapore di una fresca macedonia di frutta, nel cinguettio festoso degli uccellini, nel tepore del sole, nella grandine, nell'odore dell'erba bagnata, nel gelato alla fragola, nei petali di una margherita appena sbocciata, nell'attesa del ritorno delle rondini. E' il momento di dare spazio ai sogni, in un sussurro silenzioso nel cuore. E' il momento di mollare le zavorre come nuvole trascinate via dal vento, e di sorridere alla faccia del sole. (del 20/3/2007)
- La verità è nell'esperienza, non è una nozione, nè una opinione. Ha infinite facce, nel volto di una fanciiulla come nelle rughe di chi vede ormai la giovinezza molto lontana. E' il covone e il grano, è il torrente che i getta nel lago, è la natura in ogni sua forma. La verità è un abito bianco e nero, poichè il bianco contiene tutti i colori e il nero non ne contiene nessuno. Sgorga come l'acqua ma per berla bisogna fare una coppa con le proprie mani, non si può usare niente altro. Essa non è mai nascosta, ma sempre illuminata. Ora, nel prato dietro casa, ha la forma della lavanda che fa capolino piena di vita. (del 2/4/2007)
- La mia penna non scrive più: si è trasformata in un volo di uccelli migratori. Scrive su fogli bianchi e senza righe, perchè non vuole seguirle, ne tracciarle, La mia penna vuole disegnare le lettere tutte storte e le parole oblique, non vuole andare dritta, non rispetta le distanze tra le lettere e non accetta che in una stessa parola siano tutte della stessa grandezza. La mia penna non vuole costringere la vita su parole ordinate, ma vuole farne un fulmine zigzagante nel cielo. Preferisce seguire i movimenti ondulatori del lago, i profili disordinati delle nubi, i disegni del volo degli storni che vanno in ogni direzione, l'intreccio confuso dei rami e le pieghe della corteccia. La mia penna vuole seguire la trama della tela, assecondare il moto rotondo dell'Universo. Il libro della mia vita non è rilegato. Il quadro della mia vita non ha una cornice. (del 5/11/2007)
- Un mio amico mi ha detto che ho 2500 anni portati bene. Sono una persona all'antica. In EmainAblach non ci sono discoteche, ma alle fate piace danzare. La festa si svolge nella radura del bosco, e per l'occasione sono venuti nobili signori e signore ma qui tra le nebbie la nobiltà è una cosa dell'animo, è uno sguardo limpido, è una voce gentile. Le dame dell'Isola sono avvolte in abiti argentei , decorati con gocce di brina e fiori di campo. Bodran, violini, flauti, cornamuse, arpe, chitarre creano la magia mentre le mani si toccano, gli occhi gioiscono e una sintonia si manifesta nella danza. La sento quella danza, anche dal mio balcone nelle Terre di Fuori, da dove però osservo un tizio con i jeans a bracalone e le mutande che escono fuori mentre armeggia con il motorino nervosamente nel tentativo di parcheggiarlo. Ha l'aria di chi è appena tornato da uno di quei luoghi assordanti dove la gente si dimena in solitudine con gli occhi spenti mentre cerca disperatamente di esibire se stessa. Ebbene sì: sono fuori moda! Cerco però di adattarmi. Un giorno vorrei capire come ha fatto quel mio amico a capire che ho 2500 anni. (del 15/3/2008)
- Non sono un libro aperto. I miei sentimenti li affido al Mare, li lascio sopra un onda e poi li osservo mentre li trascina via. Il Mare li prende in custodia sul fondo, come faceva per i tesori delle navi pirata. Solo lui oltre me li conosce. I miei pensieri li affido al Vento, perchè li porti a nord-est, e li sussurri alle montagne e ai ghiacci, sibilando tra le valli gelide o fiorite. Egli li recapita puntualmente, aiutato dalle nubi, dpositandoli in fiocchi di neve sulle cime, lasciandoli vivi anche se silenziosi protetti dai ghiacciai. Solo lui oltre me ne conosce la trama. I miei tumulti li affido alla Terra, che li riceve dalle mie mani, se ne fa carico, li nasconde sotto la sabbia o sotto fili d'erba, e con l'aiuto dei Sidhe li trasforma in leggerezza. Solo lei, oltre me, conosce il linguaggio blu delle mie mani. Tutto quanto mi viene dato lo racconto al Sole, che rende radiosa la gioia e smorza le ombre trascinandole con se al tramonto, mentre la Luna è il ricettacolo dei miei sogni. Solo loro custodiscono tutto questo. A volte cerco il conforto nella saggezza di un albero, protetta dalle sue fronde, accolta tra le sue radici scoperte. NON sono un libro aperto, se non per chi sa guardare nella profondità del Mare, ascoltare il sussurro del Vento, percepire il resoiro della Terra, inseguire il tramonto e svelare la notte guidato dalla Luna. Il mio diario segreto è in tutto questo, a trascriverlo ci pensano le farfalle, c'è scritto tutto di me, ed è custodito dietro la corteccia di una Quercia che ne riceve le pagine dal Cielo e dalla Terra. (del 31/3/2008)
- E' nel silenzioso e inviolabile segreto che risplende la bellezza animica e sui suoi margini di quel mondo che la custodisce calano nebbie d'argento a preservarla da sguardi profani. (del 18/6/2010)























































